È Nemesi, secondo la professoressa Aglaia McClintock, docente di Diritto romano e diritti dell’antichità all’Università del Sannio, la dea rappresentata sulla chiave di volta posta al vertice dell’Arco di Traiano. La divinità è riprodotta in maniera identica su entrambi i lati dell’arco ed è la figura centrale o portante attorno alla quale ruota tutto sistema di virtù raffigurate nei pannelli, simbolo del regno dell’optimus princeps Traiano.

Arco Traiano

La figura femminile su uno sfondo serpentino, con un lungo vestito drappeggiato a scoprire il ginocchio, è stata sempre identificata come la dea Roma. Secondo la nuova ipotesi, esposta nel corso di una lezione, nell'ambito del corso di Istituzioni e Storia del diritto romano della Laurea Magistrale in Giurisprudenza dell’ateneo sannita, la dea tutelare di Traiano sarebbe Nemesi in quanto Giustizia.

Questa ipotesi alternativa è dettata da una serie di indizi tra cui il ginocchio protruso della figura femminile acefala che è un attributo costante della Nemesis romana, una divinità greca importata sin dalla fine della repubblica a colmare la mancanza a Roma di una personificazione della Giustizia cosmica.

Un’interpretazione della divinità ‘tutelare’ dell’arco in termini di giustizia sembra meglio spiegare tutte le virtù rappresentate sull’arco nonché l’immagine tramandata nel Medioevo di Traiano, unico pagano a entrare nel Paradiso dantesco per aver sempre anteposto le ragioni della giustizia e, dunque della pace sociale, a quelle della guerra.