Il Partenariato europeo per la Preparazione alle Pandemie (BE READY) ha ufficialmente lanciato la sua prima Joint Transnational Call dedicata al tema: “BE READY: advancing knowledge on host–pathogen dynamics to better tackle emerging infectious diseases”. La call nasce in risposta alle lezioni apprese da recenti crisi sanitarie globali, come la pandemia di COVID-19, i focolai di influenza aviaria (H5N1) e la diffusione di Mpox, che hanno evidenziato l’urgenza di rafforzare la comprensione delle interazioni tra patogeni, ospiti umani e animali in un’ottica One Health . Tali eventi hanno inoltre messo in luce la frammentazione dell’attuale ecosistema europeo di ricerca e la necessità di una cooperazione scientifica più strutturata e coordinata a livello transnazionale. In questo contesto, BE READY punta a costruire un ecosistema europeo di ricerca e innovazione integrato , inserito nel quadro istituzionale della sicurezza sanitaria dell’Unione, in grado di anticipare e rispondere in modo efficace alle future minacce pandemiche. Le priorità scientifiche del partenariato sono definite nella Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA) e vengono attuate attraverso le Joint Transnational Calls. Il bando mette a disposizione 16,4 milioni di euro e sostiene progetti di ricerca transnazionali, collaborativi e interdisciplinari , finalizzati ad approfondire la conoscenza dei patogeni emergenti e riemergenti con potenziale pandemico, dei meccanismi di infezione e della risposta dell’ospite, nonché allo sviluppo di basi scientifiche per future contromisure terapeutiche e vaccinali. Le proposte dovranno concentrarsi su una o più famiglie virali prioritarie, tra cui Coronaviridae, Filoviridae, Flaviviridae, Orthomyxoviridae, o adottare l’approccio “Pathogen X”. La procedura di candidatura è articolata in due fasi (pre-proposal e full proposal su invito) e prevede un modello a cut-off multipli , con le seguenti scadenze per la presentazione delle pre-proposte: I progetti, della durata massima di 36 mesi , dovranno essere presentati da consorzi composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi tra quelli partecipanti alla call. È richiesto un forte approccio interdisciplinare e l’integrazione delle dimensioni di sesso, genere e diversità nelle attività di ricerca. Non sono ammissibili studi clinici né ricerche sull’antimicrobico-resistenza. La call coinvolge 21 organizzazioni di finanziamento di 20 Paesi europei , tra cui Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia , Moldavia, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Turchia.
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